La “Proust” al Teatro del Silenzio

di Ilario Luperini
Come per incanto, dal piccolo, limpido specchio d’acqua spunta un’imponente poltrona, in precario equilibrio: poggia su una sola gamba, tanto che la sua monumentalità si risolve in raffinata leggerezza, accarezzata dalle onde della musica. E’ il portentoso ingrandimento della “Proust” di Alessandro Mendini, anima storica del design italiano che ha creato una delle più celebri icone del nostro eccelso Made in Italy. Un convincente omaggio al design, nella radicata convinzione che esso sia uno degli infiniti modi – e certo non secondario – attraverso cui si dipana la creatività artistica. Il motivo conduttore del Teatro del Silenzio 2015, a dieci anni dalla sua invenzione. E’ l’equilibrio dell’Effimero, musa di Alberto Bartalini; della Stabile Provvisorietà, idea su cui poggia, da sempre, quest’affascinante evento noto in ogni dove. Avventura dell’immaginazione, multiformità della fantasia, primato della raffinatezza artigianale, caratteri salienti della Proust, si irradiano dall’apparato scenico, arricchito dall’elegante figura di Andrea Bocelli, il “gigante che balla”, fino al centro di Lajatico dove, della poltrona, campeggia solenne una riproduzione in marmo statuario in grandezza naturale, dove il candore del bianco ed il peso specifico di questo eccelso materiale conferiscono all’ oggetto un aspetto iper-realista, adatto ad una scena o a un giardino surreale. Il vigore tecnico di Robot City e la squisitezza inventiva del suo manager artista, Gualtiero Vanelli, plasmano in toto il Teatro del Silenzio 2015, con risultati estetici di indubbio valore. Tutto il paese è coinvolto in un’atmosfera fiabesca in cui primeggiano la meraviglia, la levità ironica, l’armonia dell’insieme: il Teatro Comunale, con l’Omaggio ad Andrea Bocelli, mirabile statua in marmo che strizza l'occhio alla popart, prodotta da Robot City grazie alla creatività di “Marbleman”; il Centro Polivalente San Carlo, con l’esposizione degli aggraziati multipli in dimensione ridotta – da souvenir - della statua, opere in polvere di marmo di Marbizo; le strade del paese dove raffinate affiches raccontano e magicamente illustrano il lavoro delle due imprese che Gualtiero Vanelli con acume e sensibilità dirige. Ancora una volta un turbinio di suggestioni accoglie lo spettatore. Foto © Enrico Amici

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