Nicola e Giovanni Pisano
Le origini della scultura moderna

A cura di Vittorio Sgarbi
Regia Alberto Bartalini
Chiesa di San Gottardo in Corte – via Francesco Pecorari, Milano
10 Giugno – 15 Ottobre 2015
Le nove sculture della taglia di Nicola e Giovanni Pisano, provenienti dal Battistero di Pisa e attualmente custodite nel Museo dell’Opera del Duomo, sono la straordinaria testimonianza di quel profondo rinnovamento che nel XIII secolo percorre L’Europa tutta. Risultati di radicale originalità che attestano il ruolo centrale e preminente della cultura italiana nel quadro dello sviluppo della civiltà figurativa del periodo. Un originale, possente stile, del tutto inatteso rispetto a quanto la scultura aveva fino ad allora prodotto. Sculture in cui, con Nicola, l’arte e la norma classiche vengono assimilate e trasfigurate in virtù di una grande genialità creativa; e che, con Giovanni sono poi animate da una vitalità concitata e veemente.
L’installazione nella chiesa di San Gottardo in Corte, recentemente restaurata, vuole offrire, sotto la regia di Alberto Bartalini e la curatela di Vittorio Sgarbi, la possibilità di cogliere la stupefacente modernità di queste opere.
La mostra si è potuta realizzare anche grazie al contributo, progettuale e tecnologico di Robot City, azienda specializzata nella produzione di Opere d'Arte che attraverso l'utilizzo di innovative tecnologie legate al mondo della robotica, ha potuto realizzare una copia dell'Opera La Madonna col Bambino, per dimostrare la perenne continuità tra tradizione e innovazione che sta alla base degli eventi di EXPO 2015.
Con un rigoroso rispetto del luogo – cifra caratteristica degli interventi di Alberto Bartalini - le nove maestose sculture si situano all’interno di una spettacolare sequenza teatrale, in cui la sapiente illuminazione e l’armonica distribuzione spaziale mettono in risalto gli aspetti salienti dei due linguaggi artistici. Analogamente alla loro originaria collocazione, le sculture, pur dialogando intensamente con l’architettura della chiesa, hanno l’ardire di liberarsi dal mero dettato architettonico per divenire autonomi esiti di bravura. La Madonna col bambino e le altre figure intessono raffinate relazioni con le colonne, le lesene , le nicchie della chiesa, in un risultato finale di notevole palpitazione emotiva.
Introdurrà l’evento, per accentuarne il valore culturale ed emozionale, una copia in marmo di Carrara in grandezza naturale della Madonna col bambino collocata all’ingresso esterno realizzata dall'azienda Robot City che con l'ausilio di innovative tecniche di scansione, modellazione digitale e 'utilizzo di macchine antropomorfe a calcolo numerico è riuscita a realizzare una copia in marmo di Carrara perfettamente aderente all'originale.
Dunque, un convincente esempio della continuità della storia, del fil rouge che lega memoria e attualità, un percorso che trova il suo naturale complemento nella collocazione della scultura di Javier Marin dal titolo "Cabeza de Hombre Soplador Grande” , noto artista messicano dei nostri giorni, nel Museo del Duomo.